Rinoplastica


La rinoplastica è utilizzata per modificare un naso congenitamente non bello o ripararlo se alterato da un trauma. Benché sia uno degli interventi più diffusi ed apparentemente semplici, la rinoplastica è un intervento difficile. Diversi elementi concorrono nel determinare un risultato soddisfacente.

Oltre al bagaglio culturale dell'operatore ed alla sua tecnica operatoria, è molto importante che egli abbia la capacità di interpretare i reali difetti del naso da operare correlandoli all'insieme del viso. Da questo insieme di fattori deriva la possibilità di ottenere un risultato naturale che rispetti la fisionomia. In sostanza non si deve "costruire"un naso teoricamente perfetto che potrebbe risultare estraneo, ma è necessario eliminare i difetti di "quel" naso senza sconvolgerlo, lasciando intatta la struttura di base; solo così il risultato finale sarà armonico con il resto del viso.
Oggi il risultato può essere in linea di massima visualizzato per mezzo di un sistema computerizzato che consente la simulazione dell'intervento. L'immagine del paziente, può essere modificata grazie ad appositi programmi di simulazione. E' così possibile valutare quale sia il naso più adatto a quel viso e se vi sia l'opportunità di intervenire contemporaneamente su altri settori, come per esempio il mento, per ottenere un risultato più armonico. Va tuttavia sottolineato che queste simulazioni hanno solo un significato indicativo e non possono costituire una sicura indicazione di quello che sarà il vero risultato finale.

PRIMA E DOPO


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INTERVENTO

Può essere eseguito in anestesia locale con sedazione od in anestesia generale. Personalmente preferisco la seconda soluzione, perché mi consente di operare con calma ed è meno stressante per il paziente. Il cambiamento chirurgico della forma del naso è praticato agendo sulla parte ossea e sulla parte cartilaginea che costituiscono l'impalcatura della piramide nasale. La punta è ridotta, la gobba attenuata o eliminata, le ossa ristrette. Ma non tutto ciò che vorremmo può essere fatto. Vi sono dei limiti anatomici che non possono e non devono essere superati, perché il risultato finale dipende molto da essi. L'elasticità della pelle e il suo spessore giocano un ruolo importante. Una pelle sottile si adegua più facilmente alla nuova forma dello scheletro osseo e cartilagineo che abbiamo conformato, mentre una pelle più spessa ha maggiori difficoltà a tale adattamento e richiede un tempo maggiore per raggiungere il risultato definitivo. Una punta grossa con pelle spessa e grassa, anche se ridotta, rimarrà sempre un po' rotonda, perché la pelle mantiene la memoria della forma precedente e non si adegua totalmente alla struttura cartilaginea modificata. Di tali fattori il chirurgo plastico deve tenerne conto durante l'intervento, perché non è possibile modificare totalmente a nostro piacimento la forma delle strutture nasali.

L'intervento viene di norma eseguito tutto per via interna, senza cicatrici esterne. Negli ultimi anni la moda delle novità ha spinto alcuni chirurghi a adottare la così detta "open" rinoplastica. La tecnica consiste nell'incidere la pelle della columella, per scoperchiare la punta del naso. La columella è quella parte di tessuto che divide i due buchi delle narici. Personalmente ritengo questa tecnica inutilmente più traumatica per il paziente, la cicatrice può risultare visibile ed i risultati estetici non sono migliori rispetto alla tecnica "chiusa", anzi l'edema post-operatorio della punta è più lungo a riassorbirsi. L'intervento è concluso dall'applicazione di un tamponamento e di una mascherina protettiva. Oggi si usano piccole spugne liofilizzate, lunghe circa 2 cm, che non provocano assolutamente dolore né durante la loro applicazione né al momento della rimozione. Essa avviene il giorno dopo l'intervento, in caso di sola rinoplastica, o dopo quattro giorni se è stato eseguito anche un intervento sul setto nasale per correggerne una deviazione.

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POST-OPERATORIO

Il post-operatorio di una rinoplastica non è molto gravoso. Nei casi in cui s'intervenga anche sul setto nasale è mantenuto il tamponamento, pertanto i pazienti si lamentano del fastidio di non poter respirare con il naso per i primi quattro giorni. Il gonfiore è una costante, raggiunge il suo massimo dopo due giorni e la sua entità è differente da soggetto a soggetto. Dopo un mese circa il naso appare decisamente più sgonfio, ma la punta richiede tempi più lunghi. Per i primi due mesi non è opportuno utilizzare occhiali od esporsi al sole senza adeguata protezione. E' meglio evitare l'attività sportiva e gli sforzi fisici in genere per il primo mese.