Il Botulino

La parola "botulino" evoca antiche paure, perché nel passato vi sono stati frequenti episodi d'intossicazioni mortali dovute all'ingestione delle sue tossine. Ciò accadeva perché il responsabile, il Clostridium Botulinum (botulino), si sviluppava in barattoli di conserve non perfettamente sterilizzati. Oggi, poiché i processi di sterilizzazione sono stati perfezionati, non si registrano più casi d'intossicazione, ma la parola botulino continua a spaventare.

Nell'utilizzazione medica è stata isolata una delle circa settecento tossine prodotte dal Clostridium, la tossina A ed è stata riprodotta in laboratorio purificata. La sua tossicità generale è, dunque, fuori questione essendo più paragonabile piuttosto ad un vaccino e, pertanto, può essere usata senza rischi per l'organismo. L'uso della tossina botulinica non è recente, ma già da almeno quindici anni è utilizzata in oculistica per gli strabismi, in neurologia per gli spasmi facciali ed in ortopedia sempre per forme spastiche. Solo negli ultimi anni si è diffusa la sua applicazione in estetica, con lo scopo di rendere meno evidenti le rughe d'espressione della fronte e degli occhi; in Italia, tale uso, è stato di recente autorizzat, limitatamente a specialisti.

PRIMA E DOPO

INTERVENTO

La tossina del botulino agisce, per un periodo transitorio (circa sei mesi), nel punto di passaggio tra fibra nervosa e fibra muscolare (placca motrice), riducendo o bloccando del tutto, a seconda del suo dosaggio, il passaggio dello stimolo dal nervo al muscolo. Nelle aree dove i muscoli mimici sono molto attivi, come fronte ed occhi, la pelle subisce un continuo "stropicciamento" e si formano le così dette "rughe di espressione". Un uso mirato del botulino determina un rallentamento dell'attività di questi muscoli, dando così alla pelle la possibilità di spianarsi. E' importante trovare la giusta dose in ogni area da trattare, perché bisogna rallentare il muscolo, ma non bloccarlo per non alterare l'espressività dando quella che viene definita "espressione stupita". Per meglio scegliere i punti da iniettare è utile far eseguire delle smorfie alla paziente, si individuano così i muscoli più attivi e si può meglio stabilire la dose utile. L'effetto non è immediato, ma inizia a comparire dopo due o tre giorni e dura per cinque o sei mesi. Scompaiono quasi totalmente le rughe della fronte, si attenuano sensibilmente quelle verticali al centro tra le sopracciglia e le "zampe di gallina".

RISULTATI E DURATA

La coda del sopracciglio sale lievemente, dando un'aria riposata. Con la ripresa del movimento le rughe riappaiono senza alcun peggioramento rispetto alla situazione iniziale, anzi, spesso denotano un parziale miglioramento, perché il cervello dimentica di comandare "sovrapensiero" alcuni muscoli, specialmente il corrugatore, quello che dà l'aria corrucciata. La seduta può essere ripetuta senza alcuna controindicazione per riconfermare i risultati. La tecnica, se correttamente eseguita, non ha rischi. Eccezionalmente, in genere per errore di scelta dei punti d'iniezione o per eccesso di dose, può esserci una discesa del sopracciglio o della palpebra, che comunque rientrano nella norma dopo due o tre mesi. Il botulino può anche essere utilizzato per eliminare o ridurre le problematiche relative alle iperidrosi (cioè eccessiva e patologica sudorazione) alle ascelle, al palmo delle mani ed in alcune aree del viso.


FILLERS

RIEMPITIVI O FILLERS: cosa sono?
I fillers sono costituiti da materiali di differente origine, che sono iniettati con sottili aghi o micro cannule nel derma profondo o sottocute, secondo le necessità, per ridurre rughe, depressioni e solchi del viso, per aumentare il volume dei tessuti molli (labbra, zigomi, cicatrici depresse, ecc) o per meglio delineare i contorni del viso. Essi possono distinguersi in riassorbibili, semi-permanenti e permanenti.

I riassorbibili sono costituiti da sostanze biocompatibili soggette a graduale riassorbimento, pertanto vanno ripetuti a distanza di tempo per mantenere l'effetto desiderato.

I semi-permanenti, il cui impianto nei tessuti dà un effetto più duraturo, agiscono stimolando l'organismo a produrre nuovo collagene.

I permanenti, infine, hanno la particolarità di non venire riassorbiti dall'organismo e possono anch'essi stimolare la produzione di nuovo collagene.

La differenza fra le varie sostanze è determinata da alcuni parametri, quali la durata dell'effetto, la biocompatibilità, la dolorabilità, la necessità o meno di test preliminari di allergenicità, il costo. Non esiste, a tutt'oggi, una sostanza in grado di soddisfare tutti insieme questi parametri, ma l'orientamento generale è ormai quello di utilizzare solo ed esclusivamente riassorbibili, poiché con altri materiali sono state osservate complicanze anche tardive.

Fillers riassorbibili

Tra i fillers riassorbibili più conosciuti e maggiormente usati vi sono il collagene e l'acido ialuronico. Il collagene iniettabile è stata la prima sostanza utilizzata come filler riassorbibile, sperimentata a partire dal 1976, ha avuto nel tempo una diffusione notevole, con modifiche successive della sua formulazione. Il primo prodotto si chiamò Zyderm I, è stato introdotto nel 1977, è stato il primo collagene bovino iniettabile approvato dal U.S. Food and Drug Administration (FDA) nel 1981ed usato in tutto il mondo. Questo prodotto, morbido e maneggevole, ha come grande limite la sua tenuta nel tempo. In uno o due mesi al massimo un enzima chiamato "collagenasi" lo distrugge totalmente, vanificando qualsiasi risultato. Solo nel 1985 con l'introduzione dello Zyplast, in cui è stato utilizzato un collagene con più legami intercellulari che lo rendono più resistente all'azione delle collagenasi, si è ottenuto un prolungamento del tempo di permanenza del collagene sino a quattro mesi. Il collagene è un ottimo materiale riassorbibile, molto fluido ed offre buoni risultati estetici, ha però il suo grande limite nell'essere meno duraturo rispetto ad altri materiali biocompatibili. Inoltre, a causa delle possibili reazioni allergiche che si potrebbero verificarsi, necessita di due test cutanei preliminari a distanza un mese l'uno dall'altro prima di procedere all'impianto definitivo. Tali motivi hanno spinto la ricerca verso altre sostanze più maneggevoli e sicure e la risposta è arrivata con l'acido ialuronico.